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GIORNATA MONDIALE CONTRO BULLISMO E CYBERBULLISMO

GIORNATA MONDIALE CONTRO BULLISMO E CYBERBULLISMO

Il termine Bullismo è di norma utilizzato per identificare atti vessatori o di effettiva violenza -fisica e/o verbale- comunemente ascrivibili ad ambienti di tipo scolastico o più in generale, a contesti sociali riservati ai più giovani. Si dice infatti che il Bullismo sia il Mobbing dei piccoli e che i bulli di oggi, saranno i mobber di domani… affermazione che personalmente condivido abbastanza.  
I comportamenti vessatori che caratterizzano il Bullismo possono variare dalle piccole o grandi offese agli insulti –quasi sempre a scopo derisorio- rivolti alla persona, al suo aspetto fisico, al suo modo di porsi o di parlare. Fino ad arrivare alla diffamazione, all’esclusione ed a vere e proprie aggressioni, che anche in questo caso possono essere sia fisiche che verbali.

A differenza delle altre violenze di genere come il Mobbing e lo Stalking, col passare del tempo, il Bullismo si dimostra sempre meno selettivo nella scelta delle proprie vittime. Bambini, adolescenti, uomini, donne, adulti, vecchi, giovani, il Bullismo non guarda in faccia nessuno. Soprattutto nell’ormai sempre più dilagante declinazione cibernetica, sintomo di un sistema socio-culturale sempre più alla deriva. 

Ancor di più del Bullismo tradizionale, il Cyberbullismo –figlio degenere dell’era digitale– non fa alcuna distinzione per quel che concerne l’età. Chiunque infatti può esserne vittima, basta solo navigare nella rete o sui social. Come è ovvio che sia, i Cyberbulli, sono spesso identificabili in soggetti repressi e con evidenti problemi relazionali. Sono infatti persone che prive –del tutto o quasi– di una vita famigliare e/o sociale soddisfacente e trovano nella coercizione e nella sopraffazione altrui, la loro unica valvola di sfogo. 

Squallidi, bugiardi, mistificatori e con la naturale inclinazione ad una cattiveria che non conosce limiti, a soggetti del genere andrebbe tassativamente negato ogni accesso possibile al web ed a quel mondo virtuale, di cui si sentono i padroni incontrastati. 

La rete, –da tempo ricettacolo di un disagio profondo ed imperante– offre infatti ogni giorno nuovi spunti e soprattutto nuovi strumenti, utili alla diffusione ed all’incattivimento progressivo dei cosiddetti leoni da tastiera. Consumatori abusivi di ossigeno privi di scrupoli, che trovano nel Web e nei Social un luogo asettico e sicuro in cui sfogare rabbia, cattiveria e frustrazione in assoluta sicurezza, in quanto, a differenza del Bullismo nel quale è sempre possibile identificabile l’aggressore con una persona fisica e quindi denunciabile, il più delle volte –nel magico mondo di Internet– la violenza è coperta e quindi agevolata, dall’anonimato. Il Cyberbullismo, com’è risaputo, è infatti un dramma che si consuma tra le mura di casa o peggio nel mondo ancor più circoscritto della propria cameretta. 

Una cosa è certa, che siano persone sole, con situazioni familiari, sociali e lavorative problematiche o comunque insoddisfacenti –dal mio personale punto di vista- i bulli come anche i cyberbulli, non meritano alcuna attenuante. Ed il loro comportamento nessuna giustificazione.
Essere repressi può essere talvolta una condizione involontaria, l’essere cattivi è sempre e comunque una scelta.

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